Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Luned, 19 Novembre 2018











Gruppi di auto - aiuto

"E' trasformando coloro che sono aiutati in persone che aiutano che vengano allargate le risorse, in quanto il fatto di avere il problema diventa una componente della soluzione. (...) L'accresciuta qualit dell'aiuto deriva dal tipo di comprensione specifica posseduta da queste persone che rappresentano dei modelli veramente credibili in virt della loro esperienza" .
(Reissman, 1990)

I gruppi di auto-aiuto (self-help) sono costituiti da persone che condividono una stessa situazione problematica. Si collocano in una dimensione intermedia tra i sistemi di cura formali e quelli informali. Rispetto a questi ultimi sono pi strutturati ed organizzati, e chi vi partecipa offre e riceve aiuto nello stesso tempo.

Numerose ricerche (la prima risale al 1902 ad opera del filosofo russo Peter Kropotkin dimostrano che tali gruppi fra pari favoriscono la partecipazione ed il coinvolgimento attivo dei membri, lo sviluppo delle risorse potenziali di ognuno e, soprattutto, favoriscono l'utilizzo dell'esperienza positiva di chi ha gi superato il problema. In altri termini il gruppo di auto-aiuto diventa uno strumento di sviluppo del self-empowerment ed in particolare pu fornire adeguate strategie di coping per affrontare un problema comune e condiviso.

Il pi antico gruppo di auto-aiuto quello di Alcolisti Anonimi fondato nel 1935 che conta pi di un milione di soci in tutto il mondo. Da allora, soprattutto negli Stati Uniti e nell'Europa del Nord, si pu dire che ad ogni problematica corrisponde un gruppo di auto-aiuto. Alcuni esempi: genitori anonimi, genitori senza partner, ammalati di aids, giocatori anonimi, parenti di persone con problemi di dipendenza, aids, ecc., gruppi di auto-aiuto contro il mobbing, di nefropatici, di diabetici e molti altri ancora.

Generalmente i gruppi di auto-aiuto sono organizzati dalle varie associazioni ma possono nascere anche dall'iniziativa di una o pi persone e molto spesso essi accolgono partecipanti inviati sia dai professionisti privati sia dai servizi pubblici.

In Italia il fenomeno si sviluppato a partire dagli anni '70 anche grazie all'apporto della psicologia di comunit. Infatti, lo psicologo di comunit pu aiutare il gruppo nella sua fase iniziale di strutturazione, facilitando l'acquisizione di alcune tecniche di base per un efficace scambio comunicativo e la nascita di "relazioni terapeutiche" tra i membri. Quando il gruppo di auto-aiuto diventa sufficientemente maturo e autonomo, lo psicologo di comunit esce dal gruppo e pu assumere il compito di consulente esterno con l'obiettivo principale di attivare collegamenti tra il gruppo e i sistemi di aiuto formali e quelli informali.

Riferimenti bibliografici
  • Francescato D., Tomai M., Ghirelli G., (2002), Fondamenti di psicologia di comunit: principi, strumenti ed aree d'intervento, Carocci, Roma.
  • Francescato D., Putton A., (1995), Stare meglio insieme, Mondadori Editore, Milano.
  • Zani B., Palmonari A., (a cura di), (1996), Manuale di psicologia di comunit, Il Mulino, Bologna.

> Link suggerito: Alcolisti anonimi


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