Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Venerdý, 22 Settembre 2017











Introversione - estroversione (scala di)

Come riconoscere un introverso da un estroverso?





Introverso

  • ha poche amicizie
  • molto sensibile
  • diffidente verso gli altri
  • preoccupato delle possibili disgrazie
  • inquieto quando le cose vanno male
  • facilmente sconvolto
  • nel gruppo si tiene di preferenza alla periferia
  • critico verso gli altri
  • preferisce lavorare solo piuttosto che in gruppo
  • di umore mutevole
  • meticoloso, accurato nei suoi affari, attento nel suo abbbigliamento
  • sensibile al rumore
  • male accetta gli ordini e la disciplina
  • evita le occasioni di parlare in pubblico
  • radicale: preferisce cambiare il mondo piuttosto che adattarvisi
  • non Ŕ morbido nelle sue parole
  • preferisce le distrazioni intellettuali
  • preferisce il racconto di imprese piuttosto che viverle



  • Estroverso

  • ha numerosi amici
  • poco sensibile
  • fiducioso verso gli altri
  • non si preoccupa delle possibili disgrazie
  • indifferente quando le cose vanno male
  • difficilmente sconvolto
  • si tiene sempre al centro del gruppo
  • tollerante verso gli altri
  • preferisce lavorare in gruppo piuttosto che da solo
  • di umore stabile
  • poco attento nel vestire, incurante dei propri affari
  • insensibile ai rumori
  • si piega volentieri agli ordini e alla disciplina
  • cerca le occasioni di parlare in pubblico
  • conservatore: preferisce adattarsi al mondo piuttosto che cambiarlo
  • sa essere arrendevole alle sue parole
  • preferisce le distrazioni atletiche
  • preferisce vivere delle imprese piuttosto che leggerne il racconto



  • Secondo la teoria dei tratti, le caratteristiche introversione ed estroversione rappresentano, com'Ŕ ovvio, i poli opposti di una stessa dimensione o tratto di personalitÓ. Tra di essi infatti esistono numerose sfumature intermedie che sono il risultato dell'interazione dei fattori bio-psico-sociali che influenzano il comportamento dell'individuo.

    Tratto da:

    Canestrari R., (1990), Psicologia generale e dello sviluppo, pag. 487, Ed. Coop. Libraria UniversitÓ di Bologna.



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