Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Venerdý, 22 Settembre 2017











Meccanismi di difesa

I meccanismi di difesa oltre ad avere la caratteristica della non consapevolezza, hanno la funzione di difendere l'individuo da vissuti ritenuti spiacevoli. Hanno in altre parole una funzione adattativa e protettiva dall'ansia che scaturisce dal conflitto tra le diverse istanze dell'apparato psichico (Es, Io, Super Io, Ideale dell'Io, Io ideale).

Grazie ai meccanismi di difesa l'individuo riesce a mantenere una relativa stabilitÓ, prevedibilitÓ e sicurezza nella percezione della sua realtÓ interna ed esterna. Tuttavia, l'uso inappropriato di tali difese pu˛, oltre che compromettere la vita di relazione, condurre alla strutturazione di veri e propri disturbi di personalitÓ. Infatti, i meccanismi di difesa, dai pi¨ semplici ai pi¨ complessi, sono strettamente legati alle funzioni dell'Io, come la memoria, il pensiero, la percezione. In generale possiamo dire che pi¨ il legame Ŕ stretto pi¨ grave Ŕ la patologia.

Alcuni dei principali meccanismi di difesa:
  • Rimozione: Freud considerava la rimozione il meccanismo di difesa per eccellenza. Esso ha sia la funzione di eliminare dalla coscienza pensieri, sentimenti, fantasie, desideri ritenuti inaccettabili sia, quella di far in modo che questi non emergano alla coscienza.

  • Regressione: consiste nel tentativo da parte dell'individuo di ripristinare comportamenti che sono risultati utili e appropriati a precedenti fasi di sviluppo, allo scopo di fronteggiare l'ansia conseguente alla percezione di gravi attacchi al SÚ o all'autostima. Il comportamento regressivo, dunque, serve a rassicurare l'individuo sulle sue capacitÓ rispetto al compito che deve affrontare, il quale in genere risulta in linea con il comportamento regressivo messo in atto.

  • Diniego: consiste nel negare l'esistenza di un evento o di una particolare realtÓ esterna spiacevole o dolorosa. Negli eventi luttuosi o catastrofici la negazione della perdita e del trauma subýto rappresenta una fase del processo di rielaborazione del lutto dalla durata molto variabile, da pochi mesi a molti anni. Il diniego Ŕ appunto la negazione di aspetti dolorosi della realtÓ esterna, la rimozione invece riguarda aspetti (impulsi o desideri) della propria realtÓ interna.

  • Formazione reattiva: Ŕ un meccanismo di difesa molto comune e pu˛ influenzare, spesso in modo stabile e duraturo, la personalitÓ dell'individuo. Esso si manifesta con l'enfatizzazione di un particolare comportamento ritenuto adeguato il cui opposto per˛ persiste nell'inconscio. Ad esempio l'angoscia derivante dagli impulsi aggressivi verso qualcuno Ŕ tenuta a bada adottando un manifesto e spesso esagerato atteggiamento di accondiscendenza.

  • Proiezione: consiste nell'attribuire ad altri propri desideri inconsci, colpe, atteggiamenti o caratteristiche di personalitÓ; questi sono vissuti perci˛ come provenienti da altri e non da se stessi. La proiezione insieme all'identificazione proiettiva rappresentano due meccanismi chiave del disturbo di personalitÓ paranoide. In questa patologia l'individuo mantiene un legame molto stretto con ci˛ che ha proiettato utilizzando modalitÓ altamente patologiche.



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