Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Venerdý, 24 Novembre 2017











Circle time

Il circle time pur essendo affiancato ad altre tecniche, all'interno dell'educazione socio-affettiva Ŕ la metodologia principale. ╚ un gruppo di discussione centrato sul compito. Non Ŕ quindi un gruppo di terapia in quanto nella scuola si deve privilegiare l'aspetto di prevenzione e promozione della salute e si lascia la cura ad altre agenzie deputate a ci˛.

Il conduttore (psicologo o altri operatori che hanno svolto un apposito training) Ŕ un modello di accettazione e sostegno che i ragazzi interiorizzano. Egli sollecita senza costringere chi non vuole parlare, sostiene chi desidera esprimere le proprie idee, vigila che tutti abbiano l'opportunitÓ di partecipare. Il suo atteggiamento verso i ragazzi Ŕ di autenticitÓ e accettazione, empatia ed ascolto attivo. Possono essere trattate tematiche attraverso le quali il ragazzo possa interiorizzare la validitÓ di valori quali la collaborazione, la lealtÓ, l'amicizia, l'impegno e la serietÓ nel lavoro, la solidarietÓ, la libertÓ, l'osservanza delle leggi, il rispetto per l'individuo e la societÓ.

Il circle time non Ŕ una chiacchierata fra psicologo e ragazzi anche se a quest'ultimi pu˛ sembrare tale. Il conduttore ha ben chiari gli obiettivi del circle time che per l'educazione socio-affettiva possono essere:
  • saper percepire esattamente la realtÓ e gli individui, senza pregiudizi e stereotipi
  • saper rispettare le norme sociali e la pluralitÓ dei valori;
  • conoscere e condividere i valori etici della propria cultura;
  • saper risolvere problemi cogliendo il nesso con problematiche pi¨ complesse;
  • saper individuare la propria identitÓ affettiva, sessuale, sociale;
  • saper identificarsi con gli altri e saper identificare o costruire una rete di sostegno ed aiuto;
  • saper instaurare rapporti positivi con gli altri;
  • saper essere un buon partecipare a gruppi di lavoro.
Nel circle time si acquisisce la capacitÓ di rispettare il pensiero dell'altro pur esprimendo il proprio, di mediare tra pi¨ idee, di riconoscere un argomento, di rispettare il tempo degli altri, di non deridere idee o sentimenti diversi dai propri, di stimolare chi ha difficoltÓ a parlare davanti a pi¨ persone.

Il nostro contributo (Francescato e Coll.) alla rielaborazione italiana di questa metodologia e consistito nel farne strumento privilegiato per comprendere il funzionamento dei gruppi di lavoro e per fornire competenze per un'adeguata partecipazione. Inoltre ne abbiamo anche fatto sede di formazione per apprendere tecniche di problem solving e di sviluppo del potenziale creativo individuale.

Indicazioni bibliografiche:
  • Giorgilli F., Spaltro M.A. (1994), Il gruppo come strumento d'intervento nella psicologia di comunitÓ, in "RealtÓ e Prospettive", ed. ASPIC, Roma.
  • Francescato D., Putton A., Cudini S. (1986), Star bene insieme a scuola, NIS, Roma.
  • Putton A., (1999), Empowerment e scuola, Carocci, Roma.






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Dott.ssa Maria Anna Spaltro
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