Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Venerdì, 22 Settembre 2017











Genitori separati genitori sempre

Molte coppie in procinto di separarsi s’interrogano sui danni che questa decisione può causare nella vita dei figli. Proviamo a chiarire alcuni aspetti che riguardano molte coppie italiane.
La separazione dei genitori formalizza una situazione di conflittualità iniziata spesso molto tempo prima, a volte anni. Ciò che influenza negativamente la vita dei figli non è tanto la separazione in sé quanto il clima familiare carico di ostilità che spesso precede e segue la decisione di separarsi.

Più i figli sono piccoli più i genitori dovrebbero adoperarsi per far sì che non ci sia un eccessivo contrasto tra la rappresentazione interna (simbolica) che il bambino ha della sua famiglia e la realtà quotidiana. Il bambino più è piccolo più ha bisogno di certezze e continuità. Ha bisogno che ogni evento sia riferito concretamente a una dimensione spaziale e temporale a lui ben nota: la casa, i giocattoli, il rito della buona notte, la presenza fisica oltre che affettiva della mamma e del papà che sono lì per lui “a prescindere”.

I figli di genitori separati sanno di appartenere a una rete familiare più estesa che presenta anche indubbi vantaggi, ma non sempre loro sanno cosa ci si deve aspettare dagli altri adulti oltre mamma e papà. Un compito che i genitori separati dovrebbero affrontare è quello di stabilire chiari confini che non significa però chiusura e isolamento. Stabilire confini facilita la definizione di ruoli e funzioni e permette di negoziare strategie comportamentali più adatte alla coppia genitoriale e al particolare livello di sviluppo del bambino.

Per chiarire meglio questo concetto prendiamo per esempio alcune situazioni tipiche. Spesso il nuovo partner di mamma o papà si sostituisce al genitore non convivente in tutto e per tutto, oppure i nonni svolgono le funzioni di entrambi i genitori occupandosi del bambino per l'intera giornata. In altri casi altri adulti della famiglia o addirittura gli amici vanno a occupare lo spazio fisico e mentale che spetta all'altro genitore con il consenso implicito dei genitori stessi o più spesso con il consenso di solo quello convivente.
Questo non vuol dire che altri adulti significativi non possano occuparsi del bambino, ma ciò deve accadere con la delega chiara e condivisa di entrambi i genitori e per un tempo limitato.

Infatti, la vita del bambino può essere arricchita dalla presenza di più modelli educativi e stili di vita, ma alla base di tutto deve esserci l'impegno della coppia genitoriale a costruire rapporti chiari e di reciproco rispetto. Le famiglie d’origine, resistendo alla tentazione di comprensibili schieramenti, potrebbero svolgere, tra l’altro, un importante ruolo nel mantenere la continuità della storia familiare. Stiamo parlando, in altri termini, della capacità di trasmettere il senso delle proprie radici da una generazione all'altra. Questo favorisce nei figli (nipoti) la costruzione dell'identità e il senso di appartenenza.

Quando poi i genitori separati ricostituiscono un nuovo nucleo familiare, i figli si trovano a vivere relazioni obiettivamente più complesse. La famiglia ricostituita richiede un maggiore impegno sia per i figli sia per i genitori. Il supposto legame di sangue sebbene molto relativo anche ai tempi della famiglia tradizionale, oggi appare di relativa importanza. Dal punto di vista dei genitori, la relazione con i figli acquisiti, che giuridicamente non sono né parenti né affini, poggia piuttosto sulla disponibilità a investire quotidiane energie nella ricerca di nuovi modi di vivere la genitorialità che, seppur faticosi, rappresentano sicuramente uno stimolo alla valorizzazione e alla crescita personale e familiare.

I padri e le madri dovrebbero essere disposti a mettersi in discussione e a impegnarsi a fondo per stabilire e sviluppare una relazione affettiva valida con tutti i componenti del sistema familiare, incluse le famiglie di origine. Questo richiede l’uso di buone capacità relazionali e di un adeguato controllo dello stress. Spesso per far fronte a questi importanti cambiamenti occorre l’aiuto di uno specialista che con un intervento psicologico mirato può aiutare a superare queste specifiche e transitorie difficoltà.

L’obiettivo è quello di aiutare i genitori a rinforzare le loro competenze genitoriali e a mantenere l’empowerment personale e familiare a un livello adeguato. Infatti, anche un evento spesso così drammatico (ed in misura maggiore quando sono presenti dei figli) se affrontato con consapevolezza può diventare fonte di crescita e di apprendimento di nuovi comportamenti orientati allo sviluppo di relazioni sicuramente più gratificanti e significative.
Riferimenti bibliografici
  • Andolfi A., (1999), (a cura di), La crisi della coppia, Raffaello Cortina, Milano.
  • Bowlby J., (1982), Costruzione e rottura dei legami affettivi, Raffaello Cortina, Milano.
  • Francescato D., (1994), Figli sereni di amori smarriti, Arnoldo Mondadori, Milano.



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Dott.ssa Maria Anna Spaltro
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