Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Venerd, 24 Novembre 2017











Spunti di riflessione per genitori che s'interrogano

Ho raccolto alcuni brani tratti da autori che a vario titolo si sono interessati alla relazione genitore-figlio.
Spero che questi spunti di riflessione siano di aiuto a tante mamme e pap che ogni giorno s'interrogano sul loro difficile compito e sul futuro delle nuove generazioni.
  • Deve l'educazione prendere esempio dal fucinatore, che battendo rudemente il ferro gli d nobilt e forma, o dal vinaio che ottiene lo stesso risultato sul vino distaccandosi da lui e conservandolo nel buio di una cantina? meglio che la madre abbia a modello la pellicana, che si spenna e si denuda per rendere morbido il nido dei suoi nati, o l'orsa, che li incoraggia ad arrampicarsi in cima agli abeti e poi li abbandona lass e se ne va senza voltarsi indietro? un miglior modello didattico la tempra o il rinvenimento?

  • Primo Levi, La chiave a stella, Einaudi, Torino, 1991.
  • (...) Chi quel ragazzo che cammina oscillando lungo il muro? Lo vedo per la prima volta, un disabile. Penso a quella che sarebbe stata la mia vita senza di lui. No, non ci riesco. Possiamo immaginare tante vite, ma non rinunciare alla nostra.
    (...) Una volta mentro lo guardavo come se lui fosse un altro e io un altro, mi ha salutato. Sorrideva e si appoggiato contro il muro. E' stato come se ci fossimo incontrati per sempre, per un attimo.

  • Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, Mondadori, Milano, 2000.
  • Il padre assente come immagine ancor pi che come individuo: il padre assente limmagine del padre di oggi. Assente non perch, come Ulisse, andato a combattere una guerra, ma perch si rifiuta di combattere nei rapporti. Il padre, quindi, non c pi anche quando non ha divorziato e abita ancora nella stessa casa. Il padre, quindi, non fa anche quando agisce. Al padre, pi ancora di quello che ha fatto, viene oggi addebitato quello che non ha fatto. Quello che non ha detto pi di quello che ha detto. Il silenzio dei padri assorda lo studio dellanalista. Ogni giorno i pazienti rimproverano loro di non essersi espressi, addirittura di non essersi difesi, di non aver spiegato o sostenuto il proprio punto di vista; di essere stati presenti, ma tacendo; di non aver risposto ai figli o alla madre; e cos via.
    Soprattutto, viene loro rinfacciato di avere taciuto di fronte a risultati che il figlio aveva raggiunto con grande fatica e sacrificio, lottando non per la cosa in s ma per ricevere la lode di lui. Lincapacit dei padri di celebrare ritualmente i passaggi simbolici del figlio uno dei pi tragici impoverimenti privati di questo secolo: sappiamo acquistare prodotti costosissimi, ma non sappiamo pi produrre una gioia che non costa niente.

  • Luigi Zoja, Il gesto di Ettore, Bollati Boringhieri, Torino, 2000.
  • Esistono ipotesi fondate sul fatto che quanto pi intimamente un padre sia coinvolto nella cura giornaliera di un infante, tanto meno efficace gli apparir come figura autoritaria. Il bambino che si senta amato da un padre in grado di stabilire il giusto equilibrio tra l'affetto e il distacco, risulter ben preparato emotivamente alle future separazioni che costituiscono un capitolo inevitabile di qualsiasi crescita.
  • Manuale per l'educazione del bambino, HMSO
    Ian McEwan, Bambini nel tempo, Einaudi Editore, Torino, 1992.
  • Caro pap,
    recentemente ti capitato di chiedermi perch affermo che avrei paura di te. Come al solito non ho saputo risponderti, in parte appunto per la paura che mi incuti, in parte perch motivare questa paura richiederebbe troppi particolari, pi di quanti riuscirei a riunire in qualche modo in un discorso. Se ora tento di risponderti per lettera, anche questa sar una risposta molto incompleta, perch anche quando scrivo mi bloccano la paura di te e le sue conseguenze, e perch la vastit del tema oltrepassa di gran lunga la mia memoria e la mia intelligenza.
    Franz Kafka, Lettera al padre, Feltrinelli, Milano.
  • Un punto che coloro che non sono genitori dovranno tenere bene a mente che sempre pi semplice educare i figli degli altri che non i propri. In virt del vincolo affettivo che lega il bambino al genitore e il genitore al bambino, i bambini tendono sempre a comportarsi in modo pi infantile con i genitori che con le altre persone. (...) La presenza del padre e della madre provoca inevitabilmente reazioni primitive e turbolente che altre persone non provocano. Ci accade anche nel mondo degli uccelli. I piccoli fringillidi, ormai in grado di nutrirsi autonomamente, iniziano a richiedere cibo in modo infantile non appena avvertono la presenza dei genitori
    John Bowlby, Costruzione e rottura dei legami affettivi, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1982.
  • Fino a qualche tempo fa, il grande spauracchio che incombeva sulla crescita dei figli, minando la loro sicurezza di base e provocando cos un'innumerevole quantit di danni interiori, era rappresentato dalla "carenza d'affetto". Dalle spoglie del bambino afflitto da un'infanzia infelice per mancanza d'amore emergeva quasi inevitabilmente un adolescente vendicativo, il cui unico vero scopo sembrava quello di farla pagare ai genitori rendendoli a loro volta infelici con le sue inquientanti manifestazioni d'infelicit. Ed essendo impossibile in questo difficile mestiere non commettere errori, si diffusa la tendenza opposta: a sbagliare per un eccesso d'amore che produceva per a sua volta una nuova carenza: la mancanza di autorit.
    Silvia Vegetti Finzi, Anna Maria Battistin, L'et incerta. I nuovi adolescenti, Mondadori, Milano, 2000.
  • Non tutti gli uomini possono diventare padri: alcuni lo sanno, lo hanno sempre saputo che non avrebbero saputo farlo, che non ne avevano voglia, non ne capivano neppure il significato e cosa ci potesse essere di interessante per un uomo nell'accudire dei bambini e sacrificare tempo ed interessi per stare con loro. Altri non lo sanno di non essere i padri dei loro figli, credono di esserlo ed esigono che i figli gli vogliano bene e li rispettino o li ammirino come si ritiene possa succedere fra figli e padri veri.
    Gustavo Pietropolli Charmet, I nuovi adolescenti. Padri e madri di fronte a una sfida Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000.
  • I figli, come i libri, sono viaggi all'interno di noi stessi in cui il corpo, la mente e l'anima mutano direzione, si volgono verso il centro stesso dell'esistenza.
    Isabel Allende, Paula, Feltrinelli Editore, Milano, 1994.
  • Una delle mie tesi preferite che le madri, se non sono psichicamente malate, si orientano nel loro compito molto specialistico durante gli ultimi mesi della gravidanza, e che progressivamente vanno uscendo da questo stato nel corso delle settimane e dei mesi successivi al processo della nascita. Ho scritto molto, a questo proposito, sotto il titolo di "preoccupazione materna primaria". In questo stato particolare le madri diventano capaci di mettersi per cos dire nei panni del loro bambino; esse sviluppano cio una sorprendente capacit di identificarsi con il bambino e ci le rende capaci di far fronte ai bisogni del neonato in un modo che nessuna macchina potrebbe uguagliare e nessuno insegnamento potrebbe far conseguire.
    Donald W. Winnicott, I bambini e le loro madri, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1987.
  • L'empatia, cos importante perch un adulto possa comprendere un bambino, comporta che si consideri l'altro nostro pari; non per ci che riguarda il sapere, l'intelligenza o l'esperienza e men che meno la maturit, bens rispetto ai sentimenti e alle emozioni che ci muovono tutti, adulti e bambini.
    Bruno Bettelheim, Un genitore quasi perfetto, Feltrinelli Editore, Milano, 1987.
  • Nel processo di sviluppo della personalit molte esperienze infantili sono dovute di necessit affondare nell'inconscio.
    Quando la personalit adulta pienamente e saldamente formata, non sarebbe pi necessario prendere le distanza dall'infanzia, ma a quel punto ormai tale distacco divenuto per molte persone parte integrante della loro personalit. La scissione dalla propria infanzia, bench momentaneamente necessaria, se diventa permanente ci depriva di esperienze interiori che potrebbero mantenerci giovani di spirito e inoltre consentirci una maggiore e pi profonda intimit con i nostri figli.
    Bruno Bettelheim, Un genitore quasi perfetto, Feltrinelli Editore, Milano, 1987.
  • Essere Genitori
    I vostri figli non sono i vostri figli
    Sono i figli e le figlie della fame che in se stessa ha la vita
    Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi
    E non vi appartengono bench viviate insieme
    Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri
    Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro
    Poich abitano in case future, che neppure in sogno potete visitare.
    Kahlil Gibran, Il Profeta, Tascabili Economici Newton, Roma, 1992.
  • I genitori che investono emozioni positive nei giochi dei loro figli infondono in loro la sicurezza che da grandi saranno in grado di far fronte ai compiti della vita adulta. Tale sicurezza scaturisce nel bambino dalla soddisfazione di stare facendo un gioco bello, importante, ricco di senso, ed alimentata dalla conferma che al riguardo riceve dalla parallela soddisfazione dei genitori. La comprensione a livello emotivo dell'importante significato che il gioco riveste nel presente per i figli, d corpo e concretezza al suo ruolo nel prepararli per il futuro.
    Bruno Bettelheim, Un genitore quasi perfetto, Feltrinelli Editore, Milano, 1987.
  • Con la nascita del primo figlio, la storia familiare si arricchisce della presenza di una terza generazione. Occorre riflettere sulla portata intergenerazionale di questo evento. La nascita di un figlio, infatti, si pu definire l'evento critico per eccellenza perch, provocando l'entrata in scena di una nuova generazione, obbliga a una ridefinizione delle relazioni familiari e a una conseguente nuova distribuzione dei ruoli.
    Eugenia Scabini, Psicologia sociale della famiglia. Sviluppo dei legami e trasformazioni sociali, Bollati Boringhieri, Torino, 1995.



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Dott.ssa Maria Anna Spaltro
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