Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Venerd, 24 Novembre 2017











I consigli dell'esperto servono davvero?

La scuola e la famiglia sono gli ambiti dai quali proviene il maggior numero di richieste di consigli agli esperti. La ragione si pu ricercare probabilmente nel fatto che, oggi, insegnanti e genitori si trovano di fronte a nuovi modelli relazionali, spesso dai contorni ancora non ben definiti. In molti casi, la mancanza di stabili punti di riferimento genera nell'adulto il timore di non essere adeguato ad affrontare nuovi compiti e responsabilit. Tale atteggiamento influenza negativamente la relazione con i ragazzi che, gi complessa di per s, si carica cos di forti attese spesso non corrisposte.

Da pi parti ci s'interroga sulla validit e sull'efficacia di tali consigli, soprattutto quando questi sono richiesti sulla spinta di una crisi o dopo che ogni tentativo di soluzione del problema caduto nel vuoto.

Per capire meglio i termini del problema, vorrei riferirmi a ci che pensa a riguardo Bruno Bettelheim che in "Un genitore quasi perfetto" analizza in modo molto lucido i rischi insiti nel chiedere consigli.

Egli innanzitutto afferma che, se la relazione umana fosse una macchina composta da pezzi da assemblare, ci basterebbe leggere il manuale ed applicare alla lettera la procedura e sicuramente ci troveremo di fronte ai risultati attesi. Ma la realt ben diversa e nessun metodo infallibile, anche se applicato correttamente non si pu avere la certezza di ottenere risultati determinati e prevedibili.
Inoltre, non forse superfluo ricordare che quando nei nostri rapporti interpersonali tentiamo di applicare consigli provenienti da altri, noi ci priviamo di quella spontaneit e genuinit che rende il rapporto un'esperienza umanamente significativa e quindi realmente soddisfacente.

Pur ammettendo che il consiglio sia appropriato, sottolinea Bettelheim, il rischio sta in come questo interpretato, applicato e adattato alla situazione specifica. Cos, alle difficolt causate dal problema in s, si aggiungono quelle che nascono dalla nostra incapacit di mettere a frutto i consigli che riceviamo. I vissuti che emergono in situazioni di questo tipo possono essere diversi. Generalmente, il fatto di sapere che il consiglio in questione pu andare bene per altri e forse non per noi, ci fa sentire insicuri, in ugual modo sapere che altri nelle stesse situazioni non hanno avuto bisogno del consiglio dell'esperto ci rende ostili ed in colpa.

Non dimentichiamo l'influenza di un altro importante ordine di fattori. In primo luogo il consiglio che pi vicino alla nostra diagnosi iniziale quello che sar pi accettato. Questo soddisfa il nostro desiderio di approvazione soprattutto quando sono in gioco intense emozioni difficili da gestire. Inoltre, quando c' un coinvolgimento emotivo, il nostro comportamento non rispecchia soltanto la volont di seguire il consiglio ricevuto, ma anche la spinta delle nostre emozioni, e spesso le due cose sono in contrasto. Infine, bisogna considerare il fatto che ogni comportamento condizionato dalle esperienze passate e dal personale filtro percettivo. Entrambi rappresentano la preistoria del nostro atteggiamento attuale nei confronti del problema in questione.

A questo punto appare chiaro che il cardine della questione, secondo Bettelheim, senz'altro vedere il problema complessivamente in tutte le sue dimensioni, ma anche riuscire a comprenderlo nel suo complesso a modo nostro, e su questa base inventare una soluzione che ci corrisponda. La vera comprensione dunque scaturisce dal di dentro mentre analizziamo il problema nelle sue ramificazioni.

In altri termini, la comprensione di ci che siamo noi rispetto a determinati problemi educativi non ci pu venire da nessun altro nemmeno dallo specialista pi esperto. Solo lo sforzo personale per giungere a questa comprensione pi profonda pu stimolare una vera crescita umana.
Quindi, la questione dovrebbe essere posta, conclude Bettelheim, non tanto su come fare quanto su come essere bravi insegnanti o bravi genitori. Il ruolo dell'esperto allora non sar quello di elargire consigli, ma di facilitare nel richiedente sia quel processo che conduce alla comprensione di s rispetto al problema sia la ricerca delle migliori strategie personali per comunicare e gestire le emozioni.

Fonte: Bruno Bettelheim, Un genitore quasi perfetto, Feltrinelli Editore, Milano, 1987.



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Dott.ssa Maria Anna Spaltro
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