Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Lunedì, 25 Settembre 2017











Cosa succede durante la prima seduta con lo psicoterapeuta?

Il paziente già dal primo incontro deve percepire un clima di rispetto e di accoglienza empatica, di adeguata disponibilità e capacità d'ascolto nel quale poter manifestare, con la massima tranquillità e spontaneità, i problemi e le preoccupazioni che lo hanno indotto a richiedere il colloquio clinico.

Deve poter formarsi un'idea adeguata della psicoterapia e dello psicoterapeuta superando i pregiudizi, le false credenze e le aspettative inadeguate.
Possono seguire altri colloqui fino ad un massimo di cinque (fase di psicodiagnosi) durante i quali lo psicoterapeuta deve poter ottenere informazioni adeguate sulla situazione del paziente.
Tali informazioni permetteranno di strutturare una generale, provvisoria e relativa diagnosi delle capacità, potenzialità e condizionamenti del paziente, dei suoi problemi principali e secondari e di eventuali strutture di personalità patologiche con i relativi fattori eziologici. Lo psicoterapeuta oltre al colloquio clinico può utilizzare alcuni test psicologici.

La valutazione della realtà del paziente deve comprendere anche una prognosi delle sue prospettive di sviluppo, l'indicazione di una eventuale psicoterapia, di quale tipo e durata.
Paziente e psicoterapeuta in base a quanto emerso dalle sedute di psicodiagnosi dovranno:
  • valutare la necessità e l'utilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico
    definire gli obiettivi immediati, intermedi e finali sia pure in modo generale ed approssimativo
  • analizzare le motivazioni e la disponibilità concreta e psicologica del paziente ad iniziare e mantenere un "accordo terapeutico"
  • definire le principali regole che strutturano la relazione terapeutica (durata e frequenza delle sedute, onorario)
  • prendere accordi sul giorno (in genere entro tre o quattro giorni dopo l'ultimo incontro di psicodiagnosi) in cui il paziente comunicherà la sua decisione di iniziare o meno la psicoterapia.
Questo periodo di "decantazione" è utile al paziente per riflettere, avendo ora a disposizione nuove informazioni, sul grado di motivazione alla base del suo desiderio-bisogno di intraprendere una psicoterapia.

Certamente le variabili che influenzano questo processo decisionale autonomo sono molte (urgenza, caratteristiche di personalità, lungo periodo di riflessione precedente, lettura di manuali di auto-aiuto, ecc.) e di grado diverso in ogni paziente, ma andrebbe sempre favorita, in linea generale, l'assunzione di responsabilità e di presa in carico, da parte del paziente del proprio processo di cambiamento.



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Dott.ssa Maria Anna Spaltro
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