Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Sabato, 18 Novembre 2017











La scrittura clinica: consulenza autobiografica e fragilità esistenziali

Chi scrive, a differenza di chi parla,
non dispone liberamente delle parole,
non si limita a usarle, le scopre.
Peter Handke (cit. da D. Demetrio)

Dire è incatenare tempi e spazi perduti.
Elena Ferrante, in L'amore molesto, Feltrinelli.


Duccio Demetrio, La scrittura clinica: consulenza autobiografica e fragilità esistenziali, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2008.

Un trauma, uno stress prolungato, una separazione, la rottura di un legame, un lutto, sono spesso all’origine di penosi vissuti di perdita e di vuoto esistenziale. Di fronte al dolore mentale, di cui anche il corpo spesso si fa portavoce, ci si sente impotenti e disorientati. Nasce allora il bisogno di raccontarsi, di affidare alla parola scritta emozioni che non puoi dire e dai a te stesso il permesso di ascoltarti.

Si scrive innanzitutto per darsi coraggio, per lenire il dolore, per sopportare l’angoscia, per addomesticare la sofferenza, se possibile, per dare senso e significato al vuoto esistenziale, per reagire a stati depressivi e alla solitudine, in definitiva si scrive per prendersi cura di sé.

Dopo “Raccontarsi, autobiografia come cura di sé” e “Autoanalisi per non pazienti, inquietudine e scrittura di sé” Duccio Demetrio pubblica “La scrittura clinica” dove il termine clinica sta a significare l’atteggiamento mentale del prendersi cura di sé e non la cura come risultato o processo di un trattamento psicoterapeutico.

La scrittura autobiografica, sottolinea Demetrio, non conduce alla guarigione, non è una medicina né serve a dimenticare, tutt’altro. Ciononostante essa ha una funzione terapeutica perché incoraggia a prendersi cura di sé, rappresenta una forma di auto aiuto, una ricerca di senso.

L’autonarrazione fa emergere aspetti di sé mai esplorati e stimola un lavoro cognitivo ed emozionale al tempo stesso. È un automonitoraggio che va a sondare blocchi emotivi e ci segnala se è giunto il momento di chiedere un aiuto professionale. Ci indica il confine tra il fai da te ed il lavoro clinico, perché sappiamo che la possibilità di guarigione spetta ad una pratica all’interno di una relazione umana. Infatti, è la relazione terapeutica che si assume tale compito e non il dialogo solitario.

La scrittura autobiografica come ci mostra Demetrio è una tecnica di scrittura (grapho) di una vita (bios) affidata al solo autore (autos). È una guida quindi per conoscere se stessi attraverso la narrazione di sé.
L’autobiografia nelle sue varie forme (diario, appunti, memorie, confessioni e altro) ci induce a scandagliare con “inconscio presentimento” nuclei profondi di sofferenza tenuti silenti per anni. Scrivendo, aggiunge Demetrio “avvolgiamo il dolore in una rete di parole” e questo libro è dedicato alle persone che attraversano momenti di fragilità e sentono di poter scrivere riconoscendo alla scrittura di sé un significativo potere maieutico.



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