Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Lunedì, 25 Settembre 2017











Persone in azienda: una guida per l'empowerment

Cynthia D. Scott , Dennis T. Jaffe, Empowerment. Come creare un ambiente di lavoro responsabilizzato. La nuova strategia vincente. Franco Angeli, Milano, 1991.

Il testo, che si presta ad essere letto con la matita in mano, ben si colloca nell’ambito delle guide pratiche per lo sviluppo motivazionale dei propri collaboratori. L’elevato numero di contributi in questo campo dà la misura di quanto l’interesse e l’investimento su ciò che agli inizi del secolo scorso era definito “fattore umano”, sia una questione imprescindibile per la sopravvivenza di ogni organizzazione lavorativa.

Se lo scopo di una organizzazione (profit e non profit) è quello di raggiungere un alto livello di produttività, e se tale scopo ha maggiore probabilità di essere raggiunto con persone molto motivate, allora bisogna pensare ai propri collaboratori come persone in grado di prendere decisioni in autonomia e responsabilità. Il miglioramento continuo della performance è ciò che gli autori del libro intendono con il termine empowerment. Tradotto con un significato più vicino alla nostra cultura, il termine empowerment corrisponde a quel processo (ma anche al risultato) che può favorire nei collaboratori lo sviluppo di competenze e capacità attraverso uno stile di management responsabilizzante. Responsabilità ed autonomia sono i cardini intorno ai quali ruota il concetto di empowerment.

Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1991, un periodo, come molti ricordano, di profonda crisi economica e sociale. Oggi, a 19 anni di distanza, questa agile guida su come favorire lo sviluppo dell’empowerment nei propri collaboratori sembra quanto mai pertinente.
Se in passato le aziende avevano la necessità di sviluppare le “risorse umane” ponendole a volte su un piano secondario allo sviluppo tecnologico, oggi a fronte di una situazione economica e sociale altrettanto instabile, diventa un obbligo pensare alle persone come il vero motore del funzionamento organizzativo.

Gli autori C.D. Scott e D.T. Jaffe sono esperti di cambiamento organizzativo, ed i loro libri sono tradotti in tutto il mondo. Entrambi hanno conseguito, in aggiunta a quella tecnica, una formazione di tipo “umanistico”. La prima in antropologia e psicologia clinica, il secondo in sociologia, filosofia e psicologia clinica e familiare.

Il volume di sole 127 pagine si presenta come un’agile e pratica guida all’autoformazione, ricca di schede e opportuni spazi in cui il lettore può scrivere riflessioni e risposte a domande dirette. Nella prima parte gli autori sollecitano, con esempi pratici, una osservazione critica della vostra organizzazione al fine di verificare se lo stile di management sia più orientato al “controllo” o più orientato alla “libertà”. Nel capitolo tre, ad esempio, troverete un questionario di valutazione del livello di “responsabilitazione” che caratterizza la vostra azienda con alcune indicazioni su come interpretare il punteggio ottenuto. La seconda parte del libro è dedicata alle varie tecniche e strategie volte a stimolare, nel gruppo dei collaboratori, da una parte una leadership facilitante e democratica dall’altra un clima più collaborativo e favorevole all’apprendimento.

Questa guida può essere utile a tutti coloro, manager e collaboratori, che mettono le persone al primo posto e credono nel valore del capitale umano alla base della produttività e del ben-essere organizzativo. Molti dei suggerimenti sono di immediata applicazione, altri necessitano di un periodo più lungo per essere assimilati perchè coinvolgono atteggiamenti e convinzioni personali più radicati e profondi.

Nonostante il linguaggio semplice e diretto ed uno stile molto “americano” (diremo noi) occorrono più di 50 minuti, oltre quelli suggeriti dall’editore, se vogliamo spingerci al di là del “fare”. Infatti, un pregio di questo libro è quello di stimolare nel lettore, specie se profano, il desiderio di ulteriori letture e riflessioni. Ritengo siano utili testi di autori europei in ragione del fatto che la nostra visione del funzionamento organizzativo, sembra essere più orientata all’integrazione di tutti gli aspetti che incidono sull’organizzazione.

Per sintetizzare, se il pragmatismo americano tende a ricondurre al comportamento degli individui (nel successo e nell’insuccesso) le cause e gli effetti del funzionamento organizzativo, la cultura europea, probabilmente a causa delle sue diverse radici storiche, è più incline ad avere una visione dell’organizzazione meno deterministica e più influenzata da variabili legate al contesto. È innegabile che tale contesto, inteso nel senso più ampio del termine, ponga dei vincoli (ed anche ostacoli spesso insormontabili) che vanno dalle caratteristiche del territorio in cui l’azienda è inserita, alle scelte politiche dei governi, fino alle pressioni economiche e di mercato. Naturalmente in chiave più ottimistica questi stessi vincoli, per certi versi, diventano fonti di opportunità quando possiamo contare su collaboratori competenti e motivati.

Se, come io mi auguro, il volumetto di Scott e Jaffe vi ha spinto alla ricerca di approfondimenti, vorrei suggerire, per cominciare, questi due libri:

  • Daniela Converso e Claudia Piccardo, (2003), Il profitto dell’Empowerment. Formazione e sviluppo organizzativo nelle imprese non profit. Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Massimo Bruscaglioni e Stefano Gheno, (2000), Il gusto del potere. Empowerment di persone ed azienda, Franco Angeli, Milano.







Stampa questo articolo


 

Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Via Sebino, 32/A - 00199 Roma - Telefono 06 85.43.923 - info@psicologia-roma.it
P.IVA 04461411003 - Ordine Psicologi Lazio n. 4455


2001-2017 Tutti i diritti riservati

Realizzazione siti web 2open