Studio di Psicologia Clinica
Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Venerdì, 22 Settembre 2017











La società liberata. Nuovi fenomeni, opportunità categorie di pensiero

Bruscaglioni M., La società liberata. Nuovi fenomeni, opportunità categorie di pensiero, Franco Angeli, Milano, 1994.

Bruscaglioni definisce le nostre società occidentali come società liberate " (...) in cui è superata la centralità dei bisogni primari di sopravvivenza, essendo tale la disponibilità globale di risorse e beni materiali per cui può essere di fatto garantita la soddisfazione dei bisogni minimali materiali di sopravvivenza per la totalità dei cittadini o membri di tali società: nelle quali società, quindi, le persone non muoiono più (né hanno più timore di morire) di fame, di freddo, di grandi epidemie, e nelle quali anzi sono assicurate alcune ulteriori disponibilità di beni e servizi considerati minimali per un livello umano di esistenza" (pag. 24-25).

L'autore fa anche riferimento ad alcuni criteri obiettivi come indicatori di cambiamento di una società liberata: controllo demografico, aumento del livello dell'istruzione, sviluppo tecnologico, democrazia in tutte le sue forme, aggregazioni sociali non per appartenenza (clan).

Fermo restando che gran parte dell'umanità è ancora afflitta da mali storici come guerre, carestie, dittature, sopraffazione delle minoranze, e per tutti la minaccia di un definitivo disastro ecologico, si comincia ad evidenziare, nelle società liberate, un diverso atteggiamento circa il considerare immutabili tali mali, l'individuo cioè non accetta più che questi siano intrinseci al destino dell'uomo, ma che vengano invece considerati come prodotti delle scelte e delle azioni dell'uomo stesso.

Per l'uomo oggi è possibile passare da una dimensione di necessità ad una dimensione di desiderio, ciò equivale a dire di essere nelle condizioni di accedere a beni e servizi che garantiscono un relativo benessere. Tuttavia, esiste per così dire un rovescio della medaglia: il disagio psicologico percepito dalla gran parte delle persone che secondo Bruscaglioni potrebbe essere il risultato della consapevolezza che "qualcosa è possibile ma non è ancora realizzabile". Inoltre, non sono ancora sufficienti gli strumenti intellettuali e psicologici per poter accedere a tutto quello che l'umanità ha prodotto anche in termini di partecipazione, possesso e sviluppo del know how.

Le società liberate hanno, a differenza di quelle legate ai bisogni di sopravvivenza, la possibilità di scegliere se confermare il preesistente e percorrere uno sviluppo le cui linee sono già note, oppure optare per il cambiamento all'interno di uno scenario in continua evoluzione o, come terza ipotesi, operare un'integrazione tra le due.
Bruscaglioni sottolinea che problemi quali la disoccupazione, il divario tra ricchi e poveri dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, "l'assenza" di valori, la sfiducia nelle istituzioni, la crisi politica, sono per ora elementi caratterizzanti le società liberate.

In aggiunta, il disagio circa l'incertezza del futuro è forse prodotto dalla consapevolezza delle ampie opportunità di scelta e perciò dell'immenso "potere" che l'individuo si è andato costruendo. E' evidente che il termine potere ha qui un significato del tutto particolare e diverso da come normalmente si creda, non è evidentemente potere di uno sull'altro, ma "(...) quello insito nella persona, legato alla possibilità di essere e di fare, di scegliere, di usare ottimamente le proprie risorse, di interagire al meglio col mondo circostante quale che sia. (...) La massima espressione di questo potere "intrinseco" si concretizza nella possibilità di scegliere: per esempio, il massimo empowerment è quello di chi ha sia la possibilità di restare con soddisfazione sia la possibilità di cambiare con realistica fiducia in nuove strade. Al contrario il massimo disempowerment, o impotenza, è quello di colui che non riesce a cambiare né riesce a trovare soddisfazione restando dov'è.

"Chiamiamo qui "empowerment" sia il possesso di possibilità sia il processo di aumento delle proprie possibilità che porta alla "possibilità di scelta" (pag.131).

All'interno di quest'ampia cornice, in cui i principi ed i valori legati al concetto di empowerment sono applicati al macro sociale, si colloca l'approccio al self empowerment. Intendiamo con questo uno stato ed un processo personale di una singola persona in relazione alla sua realtà interna (capacità, competenze, atteggiamenti, valori) ed esterna (rapporti familiari, amicali, professionali).
In linea generale potremo affermare che i criteri che guidano il processo di self empowerment sono essenzialmente centrati sulla costruzione di una pensabilità positiva che porta a vedere se stessi all'interno di una vision in cui il desiderio è realizzato, le risorse sono visibili e le possibilità aperte.

L'ampliamento del proprio possibile è lo scopo essenziale del processo di self empowerment perché vede l'individuo dotato di potere intrinseco che s'identifica come già detto nella possibilità di scegliere di cambiare o di restare dove si è con soddisfazione.











Stampa questo articolo


 

Dott.ssa Maria Anna Spaltro
Via Sebino, 32/A - 00199 Roma - Telefono 06 85.43.923 - info@psicologia-roma.it
P.IVA 04461411003 - Ordine Psicologi Lazio n. 4455


2001-2017 Tutti i diritti riservati

Realizzazione siti web 2open